Libri in vetrina.

"Ostaggi della violenza"

 

                   

 

"Ostaggi della violenza", di don Salvatore Bussu.

Ecco un altro libro che, nel mio studio, andrà ad ingrossare , e rinvigorire , la pila dei libri che respirano.

E’ davvero un libro che regala ossigeno.

A lettura terminata rimane addosso la sensazione- consapevolezza di aver percorso, in compagnia dell’autore, di padre Morittu , di don Tonino Bello e di don Ciotti, un tratto di strada in più verso il cuore dell’uomo.

La prima figura che viene incontro al lettore è quella di don Graziano Muntoni. L’idea che egli aveva – come ci ricorda l'autore– " del suo ministero sacerdotale , rivolto non solo a quella minoranza che ruotava attorno alla sua parrocchia, ma anche a quella che ne viveva ai margini e che doveva essere, in qualche modo, raggiunta".

Dalle pagine del libro viene fuori il suo impegno.

La sua ironia .

La sua schiettezza.

La sua solitudine.

Il silenzio del prima e del dopo il suo assassinio.

Ed intorno alla sacralità della vita umana e all’impegno dell’uomo per l’uomo, ruota l’intervento di padre Morittu che, fra le altre cose, ricorda che , "affinché il no di un intervento disciplinare porti frutto, è necessario affiancare molti si in termine di interesse, di passione, di amore per la persona." .

In sintesi, ci indica il cammino che conduce all’accettazione consapevole e al conseguente rispetto delle regole del vivere sociale.

Il tema centrale del libro è la scomunica. O meglio, la proposta fatta da don Bussu ai Vescovi sardi già nel 1995, di scomunicare rapitori e omertosi conniventi , visto che il sequestro di persona non può che essere collocato tra i reati più vili ed odiosi.

La scomunica…

"La chiesa cattolica – ci ricorda don Ciottisi confronta con questo termine da 2000 anni". "Non è una pietra scagliata contro qualcuno. E’ l’esatto opposto: è un ponte lanciato a chi sbaglia per permettergli di ritrovare le ragioni di una nuova e possibile speranza. Di un cambiamento.".

Che don Ciotti sappia volare alto e vedere, perciò, oltre, lo si sa da tempo e a parlare per lui è il suo esempio di vita, il suo essere là dove l’ingiustizia chiama ed il silenzio degli ultimi urla.

Nella storia dell’Umanità , persone della sua statura umana e culturale, sono sempre un passo avanti nel cammino della solidarietà e della condivisione e, contemporaneamente, sempre in coda …perché accanto a tanti "sequestrati della libertà" , vittime delle "disuguaglianze di opportunità e speranze", che hanno necessità , oggi più di ieri, "di un nostro irrequieto partecipare".

Di condivisione.

Della riscoperta del valore della corresponsabilità.

"Mettere in relazione Terra e Cielo - ci ricorda sempre don Ciotti – è possibile, quando si è capaci di costruire percorsi di dignità e di speranze.".

Ecco, poi, venir fuori dalle pagine del libro l’inquietudine e la sana indignazione di don Milani : il suo voler "formare i suoi ragazzi a un cristianesimo maturo e audace , per poter spendere la propria fede sulla pubblica piazza e non solo all’ombra delle sacrestie.".

"La realtà – scrive don Bussu – è tristissima.". Disturbare la quiete pubblica diventa, perciò, un imperativo morale. E "seminare inquietudini diventa un’opera di misericordia spirituale.".

E’ ciò che facevano - in modi diversi ma ugualmente efficaci – padre Ernesto Balducci e Tiziano Terzani.

E’ ciò che continua a fare quell’altra splendida persona che è Alex Zanotelli. Riascoltarli e rileggerli aiuta a riprendere fiato, e forza… quando il passo arranca e si avrebbe voglia di stare alla finestra o di voltarsi dall’altra parte.

Ma – scrive sempre don Bussu ricordando il documento dei Vescovi del 1981 "La chiesa italiana e le prospettive del Paese" – "il rifugio nel privato e la delega non sono leciti a nessuno e, per i cristiani, sono peccati di omissione".

"Affondare il vomere e fendere e rivoltare il territorio" è necessario. Indispensabile.

E’ fondamentale esserci. Partecipare. "Impegnarsi seriamente nella vita sociale e politica a qualsiasi livello, per collaborare in modo credibile e autorevole alla ricerca di una soluzione", "perché spesso il silenzio – anche quello fiero e solenne, scrive l’autore – sa di compromesso, di sopravvivenza a tutti i costi, di doroteismo culturale pericoloso.".

"Ostaggi della violenza" non è solo un libro che trasuda spiritualità e che, perciò, rispolvera quei valori che restituiscono dignità e sacralità alla vita dell’uomo.

E’ anche un documento storico perché viene ripercorsa la storia dei sequestri di persona in Sardegna.

Particolarmente forte, significativa e vera è la considerazione che l’autore esprime sui mediatori, su coloro che "vogliono dare una mano per liberare l’ostaggio".

"Sembra quasi - afferma don Bussu – che gli unici e veri colpevoli nei sequestri siano quelli che, anche a rischio della vita, fanno di tutto per portare a casa l’ostaggio".

E’ storia recente ed il mio pensiero va – chissà perché…- a Calipari e Rahamatullah Hanefi .

Mi piace concludere con una riflessione di don Tonino Bello che don Bussu cita non a caso, nell’articolo pubblicato da "La Nuova Sardegna" il 2 gennaio di sette anni addietro.

"Bisogna abituarsi di più a sognare. A sognare ad occhi aperti. I sogni diurni si realizzano sempre. Siamo troppo chiusi nelle nostre prudenze della carne, non dello spirito, per cui sembra che siamo i notai dello status quo e non i profeti del futuro nuovo, delle terre nuove.

Dio ci invita ad essere profeti, a esserlo tutti.

Il che significa leggere l’oggi e guardare un po’ oltre, con l’uomo sempre al centro, come Lui ci ha indicato.".

"Ostaggi della violenza". Un libro che – come quelli di padre Ernesto Balducci – serve a ricordarci che nonostante tutto "l’alba del nostro riscatto è alle porte" e che sarà importante che la sapienza ci trovi svegli quando verrà a bussare al cuore delle nostre coscienze.

 

www.rosalbasatta.it

 


 

23 giugno 2007

Grazie cara Rosalba Satta.

Tiziano sarebbe felice di essere nominato insieme a padre Balducci, uno degli uomini che ammirava tanto.

E’ brava lei : scrive bene ed è sempre piena di passione e di inviti a svegliarsi. Ce n’è bisogno!

Un carissimo saluto.

Angela Terzani

 

 

Cara Amica,

ho letto con piacere la Sua recensione nella quale fa riferimento, tra gli altri, a padre Balducci.

La ringrazio per la fedeltà che dimostra nei confronti della sua memoria..

Mi farebbe piacere inviarLe qualcuno dei suoi scritti più recenti.

Se crede, mi comunichi il Suo indirizzo postale.

Con amicizia.

 

Andrea Cecconi

www.fondazionebalducci.it